Progetto disagio giovanile
L’iniziativa nasce dall’esperienza quotidiana del disagio vissuto dai nostri allievi che si esprime in molteplici forme:
1) Disimpegno scolastico e quindi nella dispersione, nell’abbandono, soprattutto legato alla mancanza di interessi e motivazioni profonde;
2) Ricerca di “evasioni” che comportano il ricorso all’alcool, droghe come sospensione dalla realtà e sconfinamento in una dimensione illusoria o comunque la ricerca di esperienze alternative. Queste esperienze si traducono in rischi per l’integrità psicologica e a volte anche fisica dei giovani e quasi sempre in devianze;
3) La forma di ribellione esasperata che si esprime nel disprezzo verso l’ordine costituito e i suoi simboli(valori,beni materiali,persone ecc)che vengono etichettate con il termine “bullismo” la cui forma grave degenera in comportamenti criminali;
4) Ulteriore manifestazione del disagio si coglie in un malessere radicale espresso in comportamenti asociali, solitudine,situazioni d’ansia, paure che si collocano in una condizione prettamente esistenziale(mal di vivere)o in comportamenti psicologicamente turbati.
Le manifestazioni più gravi di questo aspetto fanno riferimento a patologie quali depressione, anoressia, bulimia.
Tutti questi elementi finiscono con il configurare un quadro e una condizione che va spesso ben aldilà della condizione adolescenziale. L’essere noi educatori ci ha portato necessariamente a interrogarci sulle possibili cause del disagio, così come sopra rilevato e sulla possibilità di un intervento volto a prevenirle e rimuoverle per quanto possibile, o comunque a circoscriverne la portata. È un interrogativo che viene da lontano, da tempo la nostra scuola ha operato strategie pedagogiche volte a fornire motivazioni più profonde integrando la formazione intellettiva propria di ciascuna disciplina con esperienze cariche di significati affettivi, di istanze creative, di occasioni di socializzazione, di opportunità di lavoro di cui l’attività didattica tradizionale è priva. Vedi lettere al Ministro o richiesta piccolo Neglia.
Aldilà dei risultati conseguiti attraverso queste iniziative della scuola, delle attività didattiche, parascolastiche, di opportunità vere, spese quasi sempre sul territorio, empiricamente colti da noi attraverso la trasformazione delle storie personali avvenute sotto i nostri occhi, che hanno confermato la bontà delle nostre scelte e delle nostre intuizioni, il dato più eclatante che è emerso, da considerarsi sicuramente positivo, è il fatto che il disagio da fenomeno sommerso, nascosto al mondo degli adulti si è palesato in un dialogo a volte sconvolgente ma senz’altro autentico e illuminante.
Il disagio giovanile è infatti diventato il tema di un progetto realizzato dai ragazzi “Cosa c’è ke nn va” e la conseguente iniziativa di diffonderne la portata attraverso la realizzazione di un cd, un video clip e un convegno al fine di porlo all’attenzione pubblica nella speranza di sensibilizzare intorno al fenomeno non solo gli operatori scolastici e gli “esperti in materia” ma fasce sempre più ampie di giovani e genitori.
“Cosa c’è ke nn va”, la proposta va avanti
Dopo la giornata del 10 maggio il progetto sul disagio giovanile prosegue
attraverso manifestazioni artistiche, seminari di studi, trasmissioni televisive e radiofoniche.
Un video e una canzone di ragazzi per parlare ai ragazzi. Dopo la giornata sul disagio giovanile del 10 maggio scorso all’Università Kore di Enna, il progetto “Cosa c’è ke nn va”, ideato dal liceo Socio-psico-pedagogico “Dante Alighieri” di Enna per contrastare forme di malessere psichico e sociale vissute dai ragazzi di oggi, non si è fermato. La canzone scritta dalla docente ennese Giovanna Fussone e cantata dagli studenti dell’Alighieri anche in versione inglese su testo di Giovanni Chiaramonte, insieme con il videoclip che l’accompagna (frutto del lavoro di tutta la scuola) sono infatti stati richiesti in diverse trasmissioni radio e tv e il mondo della scuola e dell’università chiedono di abbracciare il progetto veicolandolo attraverso manifestazioni artistiche e giornate di studi. L’intero lavoro è dedicato a Erika, una studentessa del Pedagogico ammalatasi gravemente di anoressia e che continua disperatamente a lottare per la vita.
WEB: L’intero progetto dell’Alighieri ha un suo contenitore Internet specifico all’indirizzo
www.cosacekennva.it, dentro il quale è attivo anche un forum dove i ragazzi possono liberamente confrontarsi sui temi della droga, anoressia, bulimia, bullismo e disagio giovanile in generale. Il video della canzone “Cosa c’è ke nn va” è inoltre visionabile su www.youtube.it e sul sito gemello http://www.youtoo.ws (chiave di ricerca “Cosa c’è ke nn va”). Lo stesso video è stato poi ospitato dal nuovo portale www.ilovesicilia.info, inaugurando la sezione “Video del giorno”.
VIDEO E TV: Il videoclip “Cosa c’è ke nn va” verrà trasmesso a rotazione in 110 autogrill di tutta Italia, le postazioni autostradali cioè che hanno in dotazione schermi video dove scorrono informazioni e intrattenimento.
La nota psicologa Maria Rita Parsi ospite della trasmissione Tg2 Punto di vista (Raidue), commentando l’assassinio della giovane Lorena Cultraro di Niscemi, ha parlato in modo accorato del progetto dell’Alighieri definendolo “modello da seguire”. Per due pomeriggi Studio Aperto (Italia1) ha dato spazio alla storia di Erika e al video che la sua scuola le ha dedicato in due servizi a cura della giornalista Cristina Stanescu. Un gruppo di studenti e docenti dell’Alighieri con il loro clip sono poi stati protagonisti del talk show “Studio 2” su Telemed (gruppo Trm), condotto da Cinzia Gizzi. Il vicepreside del Pedagogico, Salvatore Chiello, è stato inoltre intervistato sullo stesso progetto all’interno di TgMed.
Erika, la sua lotta contro l’anoressia è poi stata protagonista di una puntata della trasmissione “E la chiamano estate”, in onda su Raiuno l’8 settembre e della trasmissione “La vita in diretta”, in onda su Raduno il 15 ottobre, dopo tre giorni di riprese effettuate dal regista Michele Penelope e dall’autrice tv e giornalista Antonella Del Prino. A partire da settembre, infine, “Cosa c’è ke nn va” approderà sulla trasmissione di Raitre “Screensaver” e su Antenna Sicilia all’interno di “Insieme”, il contenitore serale condotto da Salvo da Rosa.
RADIO: il progetto “Cosa c’è ke nn va” è approdato, oltre che sulla locale Radio Enna, su altre emittenti, fra le quali Radio Time (Palermo), Radio Zammù (Catania), Radio Luna (Bologna) e Radio Vaticana, Radio Cammarata (Cefalù, Palermo), Radio Crm (Cefalù, Palermo).
MANIFESTAZIONI: Il 25 settembre gli studenti del Pedagogico hanno presentato il loro progetto all’interno del convegno “Cesare Pavese e il nostro tempo”, che si è tenuto all’università Kore di Enna e il cui dibattito è stato incentrato sui malesseri vissuti dai giovani di oggi. Il videoclip della canzone “Cosa c’è ke nn va” lo scorso agosto è stato proiettato a Pietrsanta (Lucca), all’interno del prestigioso festival La Versiliana festival, giunto alla sua 29esima edizione, con la presentazione della psicoterapeuta Maria Rita Parsi. Lo stesso video il 6 luglio ha conquistato il primo posto del Film Flower Festival di Spello (nelle Marche), nella sezione Jade Flower, riservata a talenti in erba. Il 3 luglio, su invito del presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia Franco Nicastro, una drammatizzazione sul tema del disagio e la proiezione del video hanno aperto la rassegna “Incontri d’estate” dedicata ai problemi dei giovani e promossa dal Comune di Cefalù. Il 3 giugno il video “Cosa c’è ke nn va” è stato ospitato all’interno della manifestazione artistica “Tutti a scuola”, organizzata nell’auditorium della scuola media “Giovanni Verga” di Leonforte (Enna) dai licei Classico e Scientifico cittadini (che si sono uniti in gemellaggio al progetto). Il 6 giugno, ancora, il progetto è stato presentato nell’auditorium dell’università Kore all’interno di un seminario-conferenza dal titolo “Dal delitto di Niscemi alla condizione dei giovani nella società: profili criminologici, sociologici, giuridici, psicologici e mediatici”, organizzato dalla cattedra di Criminologia della facoltà di Giurisprudenza, con esperti, docenti universitari, rappresentanti delle forze dell’ordine, autorità civili e militari, il presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia Franco Nicastro, oltre al sindaco di Niscemi e al preside della scuola frequentata dalla 14enne Lorena Cultraro.
PARTNER: Il progetto è realizzato in sinergia con l’Unione Europea, Ministero della Pubblica Istruzione, Regione Siciliana (Dipartimento Pubblica Istruzione), Provincia di Enna, Comune di Enna, Università Kore di Enna, Banca di credito cooperativo La Riscossa di Regalbuto, Associazione nazionale pubbliche assistenze (Anpas).
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