Risolvere i problemi che stanno alla base del disagio giovanile si deve e si può. Iniziando dal dialogare con i ragazzi, chiedere le ragioni del loro malessere, stare ad ascoltare il loro dolore. É servita un’intera giornata per far partire il confronto tra studenti ed esperti sulla domanda “Cosa c’è ke nn va”. Al grido d’allarme lanciato dal liceo Socio-psico-pedagogico di Enna, sabato 10 maggio nell’aula Montessori dell’università Kore di Enna hanno risposto docenti, esperti, artisti, ma soprattutto giovani studenti.
Presenti il rettore della Kore Salvo Andò, la psicoterapeuta Maria Rita Parsi, le psicologhe Valeria Schimmenti e Maria Fobert Veutro, la psicologa junior Damiana Tomasello, la direttrice delle edizioni Rinnovamento nello Spirito Luciana Leone, e i dirigenti e gli insegnanti del Pedagogico di Enna. Hanno poi parlato attraverso dei video alla nutrita assemblea di studenti (in aula erano presenti alunni di scuole medie e superiori dell’Ennese e di Agrigento, Caltanisetta e Catania) lo psichiatra Tullio Scrimali, lo psicologo Santo Di Nuovo e l’attrice Claudia Koll, mentre don Antonio Mazzi ha inviato il testo di una riflessione.
«Una delle nostre alunne, Erika, da due anni non può più frequentare le lezioni – ha spiegato il dirigente scolastico del Pedagogico Francesco Alessi – perché ricoverata in una clinica bolognese dove lotta ogni giorno tra la vita e la morte cercando di venir fuori dal tremendo vortice dell’anoressia. Non potevamo far finta di niente, far passare questa sofferenza sotto silenzio, perché Erika è in tutte le scuole». E a questo proposito il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Patrizia Monterosso ha espresso la ferma volontà di «portare avanti il progetto, proponendo al Ministero della Pubblica Istruzione di dedicare al disagio giovanile un appuntamento nazionale».
Erika ha scritto nel suo quaderno: «Mamma ho fame!!! Ho fame di vita, ho fame d’amore.... nutrimi da dentro, dammi forza e vigore per lottare, per sconfiggere queto male».
Ma non c’è solo l’anoressia. Abuso di sigarette, alcol, droga, bullismo, bulimia, tentati suicidi, dispersione scolastica: sono tutti contrassegni dilaganti di una generazione affetta dal male di vivere. Lo ha confermato l’esito allarmante di una ricerca condotta nello stesso liceo Pedagogico da un equipe di psicologi ennesi, secondo la quale il 92 per cento degli studenti esaminati vivono in uno stato di disfunzione psichica, tra ansia, fobia, ossessione e depressione. I risultati della sperimentazione sono stati presentati alla Kore dalla psicologa junior dell’Issco di Enna Damiana Tomaselli.
«Il problema di voi giovani è il dilemma di tutto il nostro paese – ha espresso con veemenza Andò all’incontro – siete la parte dimenticata del dibattito politico e delle analisi scientifiche. Ma le istituzioni educative vi devono ascoltare, ed è per questo che l’ateneo Kore ospiterà al più presto un centro osservatorio sulle problematiche del disagio giovanile».
Che l’adolescenza sia un periodo di passaggio particolarmente delicato lo ha ben illustrato Valeria Schimmenti, docente di Psicologia dello sviluppo all’Unikore: «Voi ragazzi attraversate un percorso zeppo di cambiamenti – ha detto – per superare il quale dovete rendervi autonomi, e crearvi una nuova immagine del vostri corpo. L’80 per cento di voi ragazzi non segue però una sana alimentazione, avete soprattutto fame di affetto». E la società non aiuta di certo gli adolescenti nella loro maturazione psichica: «Il mondo vi offre valori potenti e negativi – ha spiegato Maria Fobert Veutro, docente di Sociologia e Metodologia della ricerca sociale all’Unikore – come il consumismo dilagante, l’accento dato all’esteriorità, l’esibizionismo, il primato della volontà individuale a discapito dell’azione comunitaria. Volete il mio consiglio? Cercate di crearvi un gruppo di amici e rimanete soli meno tempo possibile: il vostro gruppo sarà un cuscino, ammorbidirà l’impatto con l’età adulta e la crudele competizione del mondo del lavoro».
Per Liborio Termine, docente di Storia del cinema all’Università di Torino, «quella dei giovani di oggi è una triste situazione che vede una società in cui i genitori divorano i figli e a questi non resta altro che emigrare in luoghi separati come pub e discoteche per non entrare in competizione con padri e madri che si atteggiano a ragazzini».
Ma per non soccombere al vuoto dei valori e alla lontananza delle istituzioni, agli studenti sono state proposte diverse strade: quella della fede, come hanno raccontato la direttrice editoriale del Rns Luciana Leone e l’attrice Claudia Koll («L’incontro con Dio mi ha cambiato la vita – ha testimoniato – prima ero una persona possessiva, gelosa e che tradiva facilmente. Adesso ho compreso che solo amando gli altri si dà un senso alla propria esistenza»), ma anche quella della conoscenza e della creatività: «Cantate, ballate, scrivete poesie, disegnate, perché con la vostra arte cambierete il mondo che noi adulti vi abbiamo consegnato – ha gridato tra calorosi applausi la psicoterapeuta Maria Rita Parsi – puntate sulla bellezza interiore che ognuno di voi possiede per raggiungere le mete che noi abbiamo abbandonato».
Particolarmente sentite sono state poi le testimonianze della migliore amica di Erika («Come risolvere i nostri problemi? Non lo so – ha detto – forse avremmo solo bisogno di prendere coraggio e chiedere aiuto») e del padre, che ha manifestato il desiderio di far curare al più presto la figlia in un centro specializzato sull’anoressia che dovrebbe aprirsi a Enna, a cura dello psicoterapeuta Tullio Scrimali, per consentirle di stare accanto agli amici e ai familiari.
La manifestazione, ideata e promossa dal dirigente scolastico, dai docenti e dagli studenti del liceo Socio-psico-pedagogico Dante Alighieri di Enna, è stata organizzata in sinergia con l’Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione, l’Ufficio Scolastico Regionale e Provinciale, la Provincia Regionale di Enna, il Comune di Enna, l’ateneo Kore e la sezione regionale dell’Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze).
UNA CANZONE PER I RAGAZZI. A dare il titolo all’incontro del 10 maggio è stata la canzone “Cosa c’è ke nn va”, scritta e musicata utilizzando lo slang degli under 18 da Giovanna Fussone e cantata dai liceali, che è divenuta colonna sonora della giornata. Dalla canzone incisa è stato tratto un videoclip, realizzato dalla stessa scuola e dedicato a Erika, che sarà diffuso a livello nazionale per portare avanti il progetto sul disagio giovanile. La canzone, le foto del backstage e il suo video sono reperibili su www.youtube.com
L’addetto stampa
Mariangela Vacanti
320.8447033
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