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CHI SIAMO

Cosa c’è ke non va -dal Liceo socio- psicopedagogico Dante Alighieri di Enna.
In un periodo di profonda crisi lontana nella provenienza e non circoscrivibile nello spazio,avvertita a volte come decadenza, la scuola viene individuata quale cartina di tornasole che la rivela e, a un tempo, istituzione delegata a fronteggiarla; e, solo da qualcuno in mala fede, quale sua causa.

La crisi, o se si preferisce la decadenza, della società nel suo complesso si traduce poi nelle fasce giovanili, che costituiscono l’utenza scolastica, in disagio espresso nel rifiuto dei modelli esistenti, sociali e culturali, dei valori dominati e, nei casi estremi, nel disprezzo della vita stessa.
Droga, alcool, bullismo, delinquenza, ”incidenti” post-discoteca, anoressie, prostituzione e quant’altro esprima il disagio giovanile, configurano, di volta in volta l’esigenza d’evasione della realtà generica e confusa ribellione, una richiesta d’aiuto per uscire dalla condizione di malessere.
Ma l’attività educativa, inevitabilmente, trasferisce sul piano dei rapporti umani le teorie sociologiche e psicopedagogiche che, qui, assumono connotazioni individuali uniche: un volto, un nome, una storia, sofferenze e esperienza tangibili. E l’educazione, che, per noi, è strutturalmente un atto d’amore, dovrebbe piegare tutti i suoi obiettivi e contenuti didattici al raggiungimento dell’unica finalità che la giustifichi: la solidarietà tra le generazioni nel concreto rapporto educatore- educando.

Il ricorso alle cosi dette attività alternative-musicali, cinematografiche, teatrali, artistiche, ludiche che ha caratterizzato la storia del nostro istituto e ne ha fatto il riferimento di un territorio, acquista, allora, una valenza educativa straordinaria: rimotivare gli allievi all’autentico significato dei contenuti culturali; fare emergere in loro le più profonde e inespresse potenzialità creative; fornire gli strumenti e le opportunità per pervenire alla conoscenza di se e a una consapevole partecipazione sociale; favorire l’insorgere di un sentimento di autostima; ridare la gioia di vivere e la fiducia nell’avvenire.

La sofferenza di Erika e Paolo, di Luisa o di Giovanni , diventa allora, in tale contesto educativo, esperienza comune, coinvolgimento di tutti a realizzare una migliore convivenza tra gli uomini e a riproporre gli autentici valori dell’esistenza. Di qui la scelta di mettere a disposizione la canzone Cosa c’è ke non va, da noi creata all’interno di una produzione video, di qualsiasi iniziativa idonea a diffonderne il messaggio: ripensare assieme, “noi, voi professori e genitori”- recita il testo – ad una società che curi più l’essere e non l’apparire.

Salvatore Chiello
Docente di filosofia
Liceo socio- psicopedagogico di Enna